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Aurelio Ambrogio, meglio conosciuto come sant'Ambrogio ( Treviri , incerto 334 339 – Milano , 397 ), vescovo , scrittore e uomo politico, fu una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo d.C. . È venerato come santo dalla Chiesa cattolica , che lo annovera tra i quattro massimi Dottori della Chiesa , insieme a san Girolamo , sant'Agostino e san Gregorio I papa .
Conosciuto anche come Ambrogio di Milano, assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono della città , della quale fu vescovo dal 374 fino alla sua morte e nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.
Indice Biografia Gioventù Incarichi pubblici e nomina a vescovo di Milano Episcopato Teologia e liturgia secondo Ambrogio Milano e il rito ambrosiano Sant'Ambrogio e il canto liturgico Antigiudaismo di Ambrogio Leggende su Sant'Ambrogio Opere Esegetiche Dogmatiche Morali e Ascetiche Bibliografia Voci correlate Altri progetti Collegamenti esterni SuccessioniAurelio Ambrogio, membro di due importanti famiglie senatorie romane cristiane (la famiglia Aureliana, da parte materna, la famiglia Simmaco, da parte paterna), nacque forse nel 334 339 a Treviri ( Gallia ), dove il padre era prefetto del pretorio .
Destinato alla carriera amministrativa sulle orme del padre, frequentò le migliori scuole di Roma , partecipando poi alla vita pubblica della città e ricevendo un'educazione classica, in diritto , letteratura e retorica .
Incarichi pubblici e nomina a vescovo di MilanoDopo cinque anni di magistratura a Sirmio , nel 370 fu incaricato quale governatore della Liguria , poi dell' Emilia e, infine, giunse a Milano come governatore dell' Italia settentrionale, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell'imperatore Valentiniano I . La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.
Nel 374 , alla morte del vescovo ariano Aussenzio di Milano , Ambrogio fu acclamato vescovo da tutto il popolo al grido "Ambrogio vescovo!"; nonostante fosse di fede cattolica, egli inizialmente rifiutò decisamente l'incarico, non essendo preparato: non aveva ancora ricevuto il battesimo né aveva affrontato studi di teologia . Dopo la conferma della carica da parte dell'imperatore Flavio Valentiniano , nel giro di una settimana Ambrogio fu battezzato e ordinato vescovo .
Quando divenne vescovo, adottò uno stile di vita ascetico, elargì i suoi beni ai poveri, donando i suoi possedimenti terrieri (eccetto il necessario per la sorella Marcellina ).
Episcopato " L'imperatore Teodosio e sant'Ambrogio ", dipinto di Van Dyck , Palazzo Venezia , Roma sant'Ambrogio rifiuta l'ingresso in chiesa all'imperatore.Uomo di grande carità, tenne la sua porta sempre aperta, prodigandosi senza tregua per il bene dei cittadini affidati alle sue cure. Ad esempio, Sant'Ambrogio non esitò a spezzare i Vasi Sacri e ad usare il ricavo dalla vendita per il riscatto di prigionieri, disse che in questi casi era lecito spezzare questi Sacri Vasi anche se benedetti.
La sua sapienza ed il suo prestigio furono determinanti per la conversione di Sant'Agostino nel 386 , il suo seguace più eminente, che era venuto a Milano per insegnare retorica.
Ambrogio fece costruire varie basiliche , di cui quattro ai quattro lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo, probabilmente pensando alla forma di una croce. Esse corrispondono all'attuale S.Nazaro (sul decumano , presso la Porta Romana, allora era la Basilica Apostolorum), dalla parte opposta S. Simpliciano , a Sud-Ovest la Basilica Martyrum (fu Ambrogio a rinvenire i corpi dei santi Gervaso e Protaso , in onore dei quali fu costruita questa basilica, nella quale sarà sepolto lo stesso Ambrogio, e che sarà poi chiamata Basilica di Sant'Ambrogio ) e infine S.Dionigi .
Ambrogio, vescovo della città di residenza della corte imperiale, esercitò un'influenza importante nella vita politica dell'impero. Il potere politico e quello religioso del tempo, infatti, erano strettamente legati. In particolare l'imperatore, a cominciare da Costantino , possedeva una certa autorità all'interno della Chiesa e per di più nella Chiesa dei primi secoli il primato petrino era tutt'altro che assodato.
Essendo Ambrogio precettore dell'imperatore Graziano , lo educò secondo i principi del Cristianesimo. Egli predicava all'imperatore di rendere grazie a Dio per le vittorie dell'esercito.
Ambrogio influì anche sulla politica religiosa di Teodosio I . Nel 380 , con l' editto di Tessalonica , il cristianesimo fu proclamato religione di stato .
Chiese poi a Graziano di indire un concilio (che si tenne ad Aquileia nel settembre del 381 ) per condannare due vescovi eretici, secondo i dettami dei vari concili ecumenici ed anche secondo l'opinione del Papa e dei vescovi ortodossi. In questo concilio Ambrogio si pronunciò contro l' arianesimo .
Nel 390 richiamò severamente l'imperatore, che aveva ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica , rea di aver linciato il capo del presidio romano della città. In tre ore di carneficina erano state assassinate migliaia di persone. Ambrogio impose all'imperatore una "penitenza pubblica", cioè l'esclusione dalla partecipazione ai riti sacri. Teodosio accettò il castigo ecclesiale. Nel Natale di quell'anno l'imperatore venne assolto e riammesso ai sacramenti.
Dopo questo episodio la politica religiosa dell'imperatore si irrigidì notevolmente: tra il 391 e il 392 furono emanati una serie di decreti (noti come decreti teodosiani ) che attuavano in pieno l'editto di Tessalonica: venne interdetto l'accesso ai templi pagani e ribadita la proibizione di qualsiasi forma di culto, compresa l'adorazione delle statue ; furono inoltre inasprite le pene amministrative per i cristiani che si riconvertissero nuovamente al paganesimo e nel decreto emanato nel 392 da Costantinopoli , l'immolazione di vittime nei sacrifici e la consultazione delle viscere erano equiparati al delitto di (lesa) maestà , punibile con la condanna a morte .
Teologia e liturgia secondo AmbrogioAmbrogio scrisse opere di morale e teologia e combatté a fondo sia l' arianesimo che il paganesimo . In particolare, per combattere l'arianesimo, giunse a colpi di mano per occupare le chiese di Milano. La corte imperiale di Milano era apertamente schierata con gli ariani ed è famoso il suo racconto in cui, assieme ai confratelli, "occupa" la basilica destinata agli ariani.
Egli scrisse inoltre inni per la preghiera, compiendo fondamentali riforme nel culto e nel canto sacro, che introdusse nella liturgia (uno dei motivi fu anche quello di impedire che durante la preghiera i fedeli si addormentassero) e ancor oggi a Milano vi è l'unica scuola che tramanda nei millenni questo antico canto.
Fu poi fautore della supremazia del vescovo di Roma, contro altri vescovi (es. Palladio ) che lo ritenevano un pari loro: da lì a poco il vescovo di Roma Siricio (come già i patriarchi di Costantinopoli e di Antiochia ) assumerà il titolo di Papa .
La Chiesa cattolica venera la memoria del santo il 7 dicembre , la Chiesa ortodossa celebra la sua festa il 20 dicembre , mentre le Chiese vetero-cattolica e luterana lo commemorano il 4 aprile .
Milano e il rito ambrosiano Quadriportico della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano Per approfondire, vedi la voce Rito ambrosiano .L'operato di Sant'Ambrogio a Milano ha lasciato segni profondi nella diocesi e della città.
Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato , non tanto come successore, bensì come "vicario" di sant'Ambrogio (equiparandolo quasi ad un secondo "vescovo di Roma"). Nell'anno 881 invece papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi "ambrosiana", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.
L'eredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua attività pastorale : la predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica , l'attenzione ai problemi della giustizia sociale , l'accoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.
L'operato di Ambrogio lasciò un segno profondo in particolare sulla liturgia . Egli introdusse nella chiesa occidentale molti elementi tratti dalle liturgie orientali,in particolare canti e inni. Si attribuisce ad Ambrogio l'inno Te lucis ante , ma la questione è controversa e negata anche da Luigi Biraghi . Le riforme liturgiche furono mantenute nella diocesi di Milano anche dai successori e costituirono il nucleo del Rito ambrosiano , sopravvissuto all'uniformazione dei riti e alla costituzione dell'unico rito romano voluta da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento .
In dialetto milanese Ambrogio viene chiamato sant Ambroeus (grafia classica) o sant Ambrös (entrambi pronunciati "sant'ambrœs").
Alla sua figura è ispirato anche il premio Ambrogino d'oro , che è il nome non ufficiale con cui sono comunemente chiamate le onorificenze conferite dal comune di Milano .
Sant'Ambrogio e il canto liturgico Michael Pacher , Sant'Ambrogio, Monaco , Alte PinakothekCon il termine di ambrosiano non si definisce solo il rito della Chiesa Cattolica che fa riferimento al santo, ma anche un preciso modo di cantare durante la liturgia. Esso viene indicato con il nome di canto ambrosiano. Esso è caratterizzato dal canto di inni, cioè di nuove composizioni poetiche in versi, distinte dai salmi , che vengono cantate da tutti i partecipanti al rito.
A differenza di quanto avveniva per i salmi solitamente cantati da un solista o da un gruppo di coristi. Esso viene invece cantato da tutti i partecipanti, in cori alternati, normalmente tra donne e uomini, ma in altri casi tra giovani e anziani o anche tra fanciulli e adulti. Alcuni di questi inni sono stati sicuramente composti da Ambrogio. La certezza viene dal fatto che a menzionarle è Sant'Agostino , che fu discepolo di Sant’Ambrogio.
Essi sono:
Aeterne rerum conditor (cf. Retractionum I,21); Iam surgit hora tertia (cf. De natura et gratia 63,74); Deus creator omnium (ricordato nelle Confessioni e citato complessivamente ben cinque volte dal vescovo di Ippona); Intende qui regis Israel (cf. Sermo 372 4,3).Attraverso la liturgia della Chiesa cattolica in generale e di quella ambrosiana in particolare, sono giunti fino a noi una moltitudine di inni in stile ambrosiano. I ricercatori hanno cercato di trovare dei criteri per indicare quelli che, con più certezza, sono stati composti da Ambrogio. Nel 1862 Luigi Biraghi ne indicava tre: la conformità degli inni con l'indole letteraria di Ambrogio, con il suo vocabolario e con il suo stile. Con questi criteri egli arrivò a selezionare diciotto inni:
Splendor paternae gloriae (nell'aurora) Iam surgit hora tertia (per l'ora di terza domenicale) Nunc sancte nobis Spiritus (per l'ora di terza feriale) Rector potens verax Deus (per l'ora di sesta) Rerum, Deus, tenax vigor (per l'ora di nona) Deus creator omnium (per l'ora dell'accensione) Iesu, corona virginum (inno della verginità ) Intende qui regis Israel (per il Natale del Signore ) Inluminans Altissimus (per le Epifanie del Signore ) Agnes beatae virginis (per sant'Agnese ) Hic est dies versus Dei (per la Pasqua ) Victor, Nabor, Felix, pii (per i santi Vittore , Nabore e Felice ) Grates tibi, Iesu, novas (per i santi Protasio e Gervasio ) Apostolorum passio (per i santi Pietro e Paolo ) Apostolorum supparem (per san Lorenzo ) Amore Christi nobilis (per san Giovanni Evangelista ) Aeterna Christi munera (per i santi martiri) Aeterne rerum conditor (al canto del gallo)Gli autori dell'edizione delle opere poetiche di Ambrogio in un volume stampato nel 1994 , che ha portato a compimento l'Opera Omnia, in latino e in italiano, del vescovo di Milano, hanno ridotto questo numero certo a tredici canti, escludendo quelli per le ore minori, per i martiri e della verginità. L'esclusione va ascritta alla metrica di questi testi. Ambrogio aveva una predilezione per il numero otto. I suoi inni sono tutti di otto strofe con versi ottosillabici. Egli vedeva in questo numero la risurrezione di Cristo, la novità cristiana e la vita eterna (octava dies, l'ottavo giorno della settimana, cioè il nuovo giorno, in cui inizia l'era del Cristo ). Per questi studiosi appare improbabile che egli sia venuto meno a questa preferenza e quindi quelli di due o di quattro strofe non vengono attribuiti al vescovo milanese.
Per questi storici inoltre non vi è motivo di dubitare che l'autore della melodia sia lo stesso Ambrogio dato che per loro natura questi inni nascono consostanziati alla musica. Il Migliavacca nota come Ambrogio possedesse una conoscenza musicale approfondita. Le sue opere rivelano, oltre a una perfetta conoscenza scolastica, anche una particolare propensione musicale. Egli parla dell'arte musicale con cognizione tecnica e non solo con estetica raffinatezza come il suo discepolo Agostino.
Antigiudaismo di Ambrogio Ambrogio con le insigne episcopaliPer Ambrogio era fondamentale la storia di Israele come popolo eletto: da qui la grande presenza dell'Antico Testamento nel rito ambrosiano, le numerosissime sue opere di commento agli episodi della storia ebraica, la conservazione della sacralità del sabato, ecc. Ma nell'Expositio Evangelii secundum Lucam (4, 61), commentando un passo del vangelo in cui un uomo invaso dallo spirito di un demonio impuro, gridò: "Ah! Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per rovinarci? So chi tu sei: il Santo di Dio", critica l'incredulità della gente circostante:
« Chi è colui che aveva nella sinagoga spirito immondo di demonio, se non la folla dei giudei che, come stretta da spire serpentine e legata dai lacci del diavolo, simulata la purità del corpo, profanava con le immondezze della mente interiore? Ebbene: era nella sinagoga l’uomo che aveva lo spirito immondo; perché lo Spirito Santo lo aveva ammesso. Era entrato infatti il diavolo dal luogo da cui Cristo era uscito. Insieme, si mostra la natura del diavolo non come ostinata, ma come opera ingiusta. Infatti quello che attraverso una natura superiore professa il Signore, con le opere lo nega. E in questo appare la sua malvagità e l'ostinazione dei giudei, poiché così spandé tra la folla la cecità della mente furiosa; affinché la gente neghi, colui che i demoni professano. O eredità dei discepoli peggiore del maestro! Quello tenta il Signore con le parole, essi con l’agire: egli dice "Buttati!" (Luc. IV, 9), questi sono assaliti perché buttino. »Le cronache storiche riportano un episodio rivelatore dell'atteggiamento di Ambrogio nei riguardi degli ebrei. Nel 388 , a Callinicum (Kallinikon, sul fiume Eufrate , in Asia, l'attuale al-Raqqa ), una piccola folla di cristiani diede l'assalto alla sinagoga e la bruciò. Il governatore romano condannò l'accaduto e, per mantenere l'ordine pubblico, dispose affinché la sinagoga venisse ricostruita a spese del vescovo. L'imperatore Teodosio I rese noto di condividere quanto deciso dal suo funzionario.
Ambrogio si oppose alla decisione dell'imperatore e gli scrisse una lettera (Epistulae variae 40) per convincerlo a ritirare l'ingiunzione di ricostruire la sinagoga a spese del vescovo:
« Il luogo che ospita l’incredulità giudaica sarà ricostruito con le spoglie della Chiesa? Il patrimonio acquistato dai cristiani con la protezione di Cristo sarà trasmesso ai templi degli increduli?... Questa iscrizione porranno i giudei sul frontone della loro sinagoga: Tempio dell’empietà ricostruito col bottino dei cristiani -... Il popolo giudeo introdurrà questa solennità fra i suoi giorni festivi... »Citando dalla lettera di Ambrogio a Teodosio (Epistulae variae 40,11):
« Ma ti muove la ragione della disciplina. Che cosa dunque è più importante, l'idea di disciplina o il motivo della religione? »Ambrogio non volle salire sull'altare finché l'imperatore non abolì il decreto imperiale riguardante la ricostruzione della sinagoga sulle spese del vescovo. Secondo la visione del vescovo, nella questione della religione l'unico foro competente da consultare doveva essere la Chiesa cattolica la quale, grazie ad Ambrogio, divenne la religione statale e dominante. In questa impresa lo scopo era quello di avvalorare l'indipendenza della Chiesa dallo Stato, affermando anche la superiorità della Chiesa sullo Stato in quanto emanazione di una legge superiore alla quale tutti devono sottostare.
Leggende su Sant'Ambrogio Spoglie mortali di Ambrogio e Gervasio, rivestite in paramenti liturgici, nella cripta della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.Su Sant'Ambrogio vi sono numerose leggende miracolistiche:
Mentre Ambrogio infante dormiva nella sua culla posta temporaneamente nell'atrio del Pretorio, uno sciame di api si posò improvvisamente sulla sua bocca, dalla quale e nella quale esse entravano ed uscivano liberamente. Dopo di che lo sciame si levò in volo salendo in alto e perdendosi alla vista degli astanti. Il padre, impressionato da tutto ciò, avrebbe esclamato «Se questo mio figlio vivrà, diverrà sicuramente un grand'uomo» Ambrogio camminando per Milano, avrebbe trovato un fabbro che non riusciva a piegare il morso di un cavallo: in quel morso Ambrogio riconobbe uno dei chiodi con cui venne crocifisso Cristo. Dopo vari passaggi, un "chiodo della crocefissione" è tutt'ora appeso nel Duomo di Milano , a grande altezza, sopra l'altare maggiore. Nella piazza davanti alla basilica di Sant'Ambrogio a Milano è presente una colonna, comunemente detta "la colonna del diavolo ". Si tratta di una colonna di epoca romana, qui trasportata da altro luogo, che presenta due fori, oggetto di una leggenda secondo la quale la colonna fu testimone di una lotta tra Sant'Ambrogio ed il demonio . Il maligno cercando di trafiggere il santo con le corna finì invece per conficcarle nella colonna. Dopo aver tentato a lungo di divincolarsi, il demonio riuscì a liberarsi e, spaventato, fuggì. La tradizione popolare vuole che i fori odorino di zolfo e che appoggiando l'orecchio alla pietra si possano sentire i suoni dell' inferno . In realtà questa colonna veniva usata per l'incoronazione degli imperatori germanici. A Parabiago , Ambrogio sarebbe apparso il 21 febbraio 1339 , durante la celebre battaglia : a dorso di un cavallo e sguainando una spada, mise paura alla Compagnia di San Giorgio capitanata da Lodrisio Visconti , permettendo alle truppe milanesi del fratello Luchino e del nipote Azzone di vincere. A ricordo di tale leggenda fu edificata a Parabiago la Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria e a Milano su un portone bronzeo del Duomo , gli è stata dedicata una formella . Opere Sant'Ambrogio, mosaico nella chiesa di Sant'Ambrogio, Milano Esegetiche Hexameron: raccolta di sei omelie dedicate ai sei giorni della Creazione . Ispirata al precedente ed omonimo lavoro di san Basilio . Le omelie contenute risalgono al 389 De Paradiso De Cain et Abel De Noe De Abraham De Isaac et Anima De Bono Mortis De Fuga Saeculi De Jacob et Vita Beata De Joseph De Patriarchis De Helia e Jejunio De Nabuthae Historia (opera sulla proprietà, i ricchi ed i poveri) De Tobia De Interpellatione Job et David De Apologia Profhetae David Ennarrationes in XII Psalmos Davidicos Expositio Psalmi CXVIII (commento ai Salmi ) Esposizione del vangelo secondo Luca (composta nel 390 ). Expositio Isaiae Prophetae Dogmatiche De Fide ad Gratianum (opera in cinque libri che contiene un avvertimento nei confronti dell'imperatore Graziano circa l'eresia Ariana trattando l'argomento della Trinità ) De Spiritu Sancto De Incarnationis Dominicae Sacramento Explanatio Symboli ad Initiandos Expositio Fidei De Mysteriis De Sacramentis De Poenitentia (o De Paenitentia) De Sacramento regenerationis vel de Philosophia (opera conosciuta solo attraverso frammenti) Morali e Ascetiche De Officiis Ministrorum (opera sui doveri dei sacerdoti e sul vivere cristianamente) De Virginibus De Viduis De Virginitate De Instituitione Virginis Exhortatio Virginitatis De obitu Valentiniani consolatio (orazione funebre per la morte dell'imperatore Valentiniano II ) De obitu Theodosii (orazione funebre pronunciata al funerale dell'imperatore Teodosio I ) Lettere, inni, discorsi funebri o polemici e altro: ci forniscono informazioni sulla situazione politica, ecclesiastica e religiosa coeva. ^ Robert Wilken, "The Spirit of Early Christian Thought" (Yale University Press: New Haven, 2003), pp. 218. ^ Michael Walsh, ed. "Butler's Lives of the Saints" (HarperCollins Publishers: New York, 1991), pp. 407. ^ Indro Montanelli , Storia di Roma, Rizzoli, 1957 ^ Giacomo Biffi , Relazione al Meeting di Rimini , 29-08-1997 ^ Graziano avrebbe voluto convocare un concilio numeroso, ma Ambrogio lo esortò a convocare un numero limitato di vescovi affermando che per appurare la verità bastavano pochi vescovi, e che non era il caso di incomodarne troppi, facendo loro affrontare un viaggio faticoso. ^ Codex Theodosianus, 16.10.10 ^ Codex Theodosianus, 16.7.4 ^ Codex Theodosianus, 16.10.12.1 ^ Ponzio, Paolino, Vita di Cipriano. Vita di Ambrogio. Vita di Agostino, Possidio Editore: Città Nuova, Milano, 1977 Tutte le opere di sant'Ambrogio, Ed. bilingue a cura della Biblioteca Ambrosiana, Roma : Citta nuova Angelo Paredi, Ambrogio, FIR Milano Storia Sec. IV-V Hoepli collana Collezione Hoepli *Angelo Ronzi, Sant'Ambrogio e Teodosio: studio storico-filosofico, Visentini editore, Venezia Enrico Cattaneo, Terra di Sant'Ambrogio : la Chiesa milanese nel primo millennio; a cura di Annamaria Ambrosioni, Maria Pia Alberzoni, Alfredo Lucioni, Ed. Vita e pensiero, Milano, 1989. ^ a b Rito Ambrosiano: la centralità dell'opera di Sant'Ambrogio per la Chiesa di Milano ^ Per un'ampia descrizione dell'episodio: Antonietta Mauro Todini, Aspetti della legislazione religiosa del IV secolo, La Sapienza Editrice, Roma, 1990, pag. 3 e segg.; Thomas J. Craughwell, Santi per ogni occasione, Gribaudi, 2003, pag.49; Lucio De Giovanni, Chiesa e stato nel Codice Teodosiano, Tempi moderni, pag.120; Giovanni De Bonfils, Roma e gli ebrei, Cacucci, 2002, pag. 186; ( EN ) James Hastings, Encyclopedia of Religion and Ethics , Kessinger Publishing, 2003, pag. 374 ^ Jacopo da Varazze , Leggenda Aurea , LVII. Un episodio analogo è riferito anche a Santa Rita da Cascia , vedi: Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Ed. Rizzoli, Milano, 1993, ISBN 88-17-84233-8 , pag. 816 ISBN 978-88-7916-421-4 Marco Maria Navoni (a cura di), Vita di sant'Ambrogio: La prima biografia del patrono di Milano di Paolino di Milano, Edizioni San Paolo, 1996. ISBN 978-88-215-3306-8 Giorgio La Piana, Ambrogio in AA.VV., Enciclopedia Biografica Universale, Roma, Ist. Enc. Ital., 2006, pp. 434-442. Dario Fo, "Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano" Einauidi Torino 2009 ISBN 978-88-06-19486-4 Voci correlate Agostino di Ippona Patristica Diocesi di Milano Rito Ambrosiano Chiese dedicate a Sant'Ambrogio di Milano Altri progetti Commons Wikiquote Wikimedia Commons contiene file multimediali su Sant'Ambrogio Wikiquote contiene citazioni di o su Sant'Ambrogio Collegamenti esterni Cathechesi di Epistole di S.Ambrogio (in inglese) Epistole di S.Ambrogio (in latino) Opera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici Successioni Predecessore: Vescovo di Milano Successore:
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