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L'arcidiocesi di Milano (in latino : Archidioecesis Mediolanensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia . Nel 2004 contava 4.860.053 battezzati su 5.107.053 abitanti. È attualmente retta dall' arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi .
L'arcidiocesi è stata segnata profondamente dall'attività pastorale del suo principale patrono Sant'Ambrogio , arcivescovo dal 374 al 397 , tanto da essere chiamata anche con l'aggettivo ambrosiana. È compatrono San Carlo Borromeo , arcivescovo dal 1560 al 1584 .
Indice Rito ambrosiano Storia Le origini La caduta dell'Impero e l'esilio genovese Il periodo carolingio Dal IX secolo all'epoca del Comune Il periodo comunale L'età dei Visconti Cronotassi dei vescovi Arcivescovo attuale Vescovi ausiliari Vicari Episcopali di Zona Statistiche Parrocchie Provincia di Bergamo Provincia di Como Provincia di Lecco Provincia di Milano Provincia di Pavia Provincia di Varese Bibliografia Voci correlate Collegamenti esterniL'arcidiocesi comprende le province di Milano e Monza e Brianza , la maggior parte delle province di Varese e di Lecco (esclusa la val San Martino), nonché alcuni comuni nelle province di Como e di Pavia e il decanato di Treviglio in provincia di Bergamo .
Sede arcivescovile è la città di Milano , dove si trova la cattedrale di Santa Maria Nascente, il famoso Duomo di Milano .
La provincia ecclesiastica di Milano comprende inoltre le seguenti diocesi suffraganee:
Diocesi di Bergamo Diocesi di Brescia Diocesi di Como Diocesi di Crema Diocesi di Cremona Diocesi di Lodi Diocesi di Mantova Diocesi di Pavia Diocesi di VigevanoL'arcidiocesi di Milano, composta da 1108 parrocchie e con un numero di abitanti superiore ai 5 milioni, è una delle diocesi più grandi nel mondo.
Le parrocchie sono raggruppate in 73 decanati , a loro volta ragruppati in 7 zone pastorali .
Rito ambrosiano Per approfondire, vedi la voce Rito ambrosiano .Elemento fortemente caratterizzante dell'arcidiocesi di Milano è il rito ambrosiano , adottato in quasi tutta l'arcidiocesi (con l'eccezione dei decanati di Monza , Treviglio e Trezzo sull'Adda , delle parrocchie di Civate e Varenna nella zona pastorale di Lecco e delle chiese non parrocchiali rette da religiosi, in cui si adotta il rito romano ). Esso prevede, tra le altre particolarità, l'adozione di un lezionario , un messale e un calendario liturgico differenti da quelli del rito liturgico romano .
Storia Le originiLa nascita della diocesi di Milano viene indicata al I secolo dal successivo stratificarsi di tradizioni tese a far risalire le prime predicazioni cristiane a Sant'Anatalone o addirittura a Barnaba apostolo . Pur essendo improbabile tale datazione, gli storici ritengono attendibile la cronologia dei vescovi precedenti Ambrogio (di cui l'ultimo, Aussenzio , di confessione ariana ) seppur dilatata artificiosamente dal III secolo al I.
Sant'Ambrogio impedisce all'imperatore Teodosio I di entrare nella cattedrale (l'odierna Basilica di Sant'Ambrogio ) dopo il massacro di Tessalonica (avvenuto nel 390 )A partire dal IV secolo , dopo l'avvento di Costantino come imperatore romano , le notizie e le datazioni divengono più attendibili. Anche se il primo a venire chiamato "arcivescovo" fu Teodoro II , l'elevazione ad arcidiocesi viene fatta coincidere con l'episcopato di Ambrogio , momento in cui quest'ultimo si adoperò fortemente per ristabilire il predominio della dottrina romana su quella ariana e in cui acquisì grande peso politico, in corrispondenza anche della presenza a Milano della corte imperiale e approfittando delle posizioni di relativa debolezza degli imperatori del suo tempo, Graziano e Valentiniano II . Nonostante la sostanziale accettazione dell'Impero da parte di Ambrogio, con Teodosio I i contrasti furono più accesi, ma vennero infine ricomposti.
La storia della diocesi di Milano rimarrà profondamente legata alla figura di Sant'Ambrogio , vescovo della città dal 374 al 397 .
Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato , non tanto come successore, bensì come "vicario" di sant'Ambrogio. Nell'anno 881 invece papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi "ambrosiana", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.
L'eredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua attività pastorale: la predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica , l'attenzione ai problemi della giustizia sociale , l'accoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.
La caduta dell'Impero e l'esilio genoveseDopo Ambrogio, nel periodo finale dalla tarda antichità fino al regno dei Goti di Teoderico (tra il IV e la prima metà del VI secolo ), con il trasferimento della corte imperiale da Milano a Ravenna prima, e con la caduta dell'Impero poi, l'arcivescovo assunse sempre più un ruolo civile di "supplenza" delle istituzioni imperiali in disfacimento, arrivando anche ad amministrare la giustizia.
La situazione cambiò radicalmente con l'avvento dei Longobardi in Italia, meno tolleranti dei Goti (anche se ariani come loro) nei riguardi delle istituzioni preesistenti il loro dominio. Con la discesa di Alboino e l'occupazione del 568 , l'arcivescovo del tempo, Onorato Castiglioni , lasciò addirittura Milano trasferendosi con tutto il seguito a Genova , dove la curia rimase per 80 anni affievolendo così la conduzione della diocesi e favorendo indirettamente l'affermarsi a Milano dello scisma tricapitolino . Con la conquista da parte di Rotari della Liguria , l'allora arcivescovo Forte fuggì a Roma lasciando la carica a Giovanni Bono (oggi venerato come santo ) che nel 649 riportò la sede a Milano.
Il periodo carolingio Affresco raffigurante Anselmo I (raffigurato con le insigne vescovili) e Bernardo d'Italia per la tomba di quest'ultimo nella Basilica di Sant'Ambrogio .La seconda metà del VII secolo vide il ritorno del ruolo dell'arcivescovo in ambito prettamente spirituale, cosa che consentì una coesistenza pacifica con le autorità civili longobarde. Con la discesa in Italia di Carlo Magno , e la conseguente sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi , la situazione subì un ulteriore mutamento. Dato che la politica carolingia aveva forti connotazioni religiose, la nuova classe dirigente preferì assecondare la nomina di figure a lei fedeli la prima delle quali fu Pietro I Oldrati . Seguirono una serie di arcivescovi sempre più attivi nella sfera politica fino ad arrivare a partecipare alla lotta di successione per il Regnum Italiae tra Ludovico il Pio e Berengario d'Italia in cui Anselmo I prese le parti di quest'ultimo.
Questo episodio indusse la fazione vincente della contesa (quella di Ludovico) a favorire l'elezione di successivi arcivescovi di origine franca: Angilberto I e Angilberto II . Quest'ultimo, in particolare, assunse un ruolo politico preminente che lo portò a farsi intermediario nel contrasto sorto tra Lotario (allora re d'Italia) e l'imperatore Ludovico. Il successo di tale mediazione fece sì che Angilberto acquisisse, oltre che un notevole prestigio politico, anche numerose donazioni feudali nelle zone d'influenza di Pavia e del Canton Ticino .
Angilberto fu figura preminente anche durante l'impero di Ludovico II e lasciò ai suoi successori una situazione di grande prestigio. Fu poi Ansperto Confalonieri , anch'egli uomo di fiducia di Ludovico II seppur di origini longobarde, a consolidare definitivamente il potere politico dell'arcidiocesi.
Ansperto divenne messo di Ludovico II ed entrò nel merito della successione dell'imperatore il quale, non avendo figli maschi, aveva designato lo zio Ludovico o uno dei figli di quest'ultimo. Al contrario papa Giovanni VIII appoggiava la candidatura di Carlo il Calvo , appartenente al ramo francese della famiglia. Ansperto, la cui opinione risultò essere determinante, si schierò col papa e Carlo il Calvo venne incoronato. Ovviamente l'appoggio di Ansperto venne ripagato con nuove donazioni imperiali che, sia in termini di ricchezza che di forza militare, riportarono Milano in posizione di preminenza nel nord Italia.
Dal IX secolo all'epoca del ComuneL'influenza politica dell'arcidiocesi si mantenne forte anche dopo l'abbandono di Milano da parte della dinastia carolingia . L'arcivescovo Valperto de' Medici ricevette dall'imperatore Ottone I diverse donazioni di castelli nell'area lombarda , ma i suoi successori cercarono di limitare il potere dei vescovi operandosi per favorire l'elezione di figure a loro più vicine. Questa strategia culminò con l'elezione di Landolfo II , il quale però venne costretto dalla cittadinanza a lasciare la città. In questo periodo iniziò a prendere forma la lotta tra l'autorità religiosa, rappresentata dalla curia, e quella civile, rappresentata dalle famiglie comitali fedeli all'imperatore, per la supremazia del governo delle città, contrasto che sfocerà più tardi nella lotta per le investiture .
La tomba di Ariberto da Intimiano nel Duomo di MilanoDue figure rilevanti di questo periodo furono Arnolfo II e Ariberto da Intimiano . Il primo fu molto vicino a Ottone III , tanto da dare il proprio appoggio militare al figlio Enrico II nella sua lotta contro Arduino d'Ivrea , ottenendone onori e ricompense; con il secondo l'arcidiocesi di Milano arrivò a tenere sotto controllo (sempre con il consenso di Enrico II) gran parte del territorio delimitato dal Po , dall' Adda e dal Ticino .
Fu però proprio questa presenza di Ariberto a far sì che le città vicine e antagoniste e gli stessi feudatari della città si rivoltassero contro l'arcivescovo. Tali lamentele furono appoggiate da Corrado II che vide un'occasione per poter ridimensionare il peso di Ariberto. L'arcivescovo riuscì però a ricompattare la città con lo spauracchio della perdita di autonomia di Milano rispetto all'impero; resistette all'impero fino alla morte di Corrado e si riconciliò con il suo successore Enrico III . Venuto a mancare il pericolo comune che aveva riunito le componenti della Milano dell' XI secolo , le famiglie più potenti ritornarono a cercare di svincolarsi dal potere dell'arcivescovo per governare la città in maniera autonoma attraverso le istituzioni comunali .
Il periodo comunaleNel periodo successivo gli arcivescovi milanesi furono coinvolti nella lotta per le investiture e nella rivolta dei Patarini . Si alternarono così elezioni, non sempre considerate legittime, dettate spesso dall'imperatore o dai Patarini (sostenuti questi in chiave anti-imperiale anche da papa Gregorio VII ) come ad esempio quelle di Guido da Velate , di Goffredo da Castiglione e di Attone . Tali figure dovettero affrontare spesso rivolte tanto da dover sostenere scomuniche , accuse di simonia e da essere talvolta persino costretti alla fuga come successe a Tedaldo da Castiglione .
Dopo questo periodo di disordine, la Chiesa milanese tornò a svolgere un ruolo di rilievo nella politica del nord Italia, riuscendo a sfruttare l'intenzione del papato di farne un avamposto contro l'impero. Il primo arcivescovo che assunse questo ruolo fu Anselmo III da Rho . Egli non volle però rompere in maniera definitiva i rapporti con Enrico IV di cui accettò le regalie , cosa che secondo le regole stabilite da Gregorio VII gli sarebbe dovuta costare la scomunica. La sua posizione, però, si alleggerì con l'elezione del successore di Gregorio, Urbano II , la cui politica più pragmatica gli consigliò di limitarsi a farlo ritirare per un certo periodo in un convento lombardo per poi reintegrarlo nel suo incarico.
Nel XII secolo i successori di Anselmo III, Arnolfo III e Anselmo IV da Bovisio , continuarono la politica del predecessore osteggiando Enrico IV anche mediante l'appoggio dato a Corrado di Lorena , il suo figlio "ribelle". Anselmo IV fu anche promotore della Crociata del 1101 indetta da Urbano II, tanto da raccogliere delle forze armate e partire per la Terra santa per non fare più ritorno.
Le nomine successive furono condizionate da papa Pasquale II (allora in lotta con l'imperatore Enrico V ) che fece eleggere prima Grossolano , per poi farlo deporre successivamente a favore di Giordano da Clivio . Tali nomine finirono però per produrre, come un secolo prima, distacco e ostilità della società milanese nei confronti di Roma, che preferì cambiare atteggiamento per non acuire troppo i contrasti con la più importante diocesi dell'Italia settentrionale.
Appena fu allentato il controllo del papato, l'arcivescovo Anselmo V Pusterla sostenne la guerra di Milano contro Como (partecipando persino alle azioni militari) cosa che provocò un forte "raffreddamento" dei rapporti con Roma, che culminò nell'incoronazione da parte di Anselmo V di Corrado di Svevia a Re dei Romani in opposizione a Lotario , la cui nomina a imperatore era stata favorita dal papa. La situazione divenne ancora più confusa nel 1130 , anno in cui la morte di papa Onorio II portò ad uno scisma con l'elezione di Innocenzo II e dell' antipapa Anacleto II . Quest'ultimo cercò e ottenne l'appoggio di Anselmo, ma con la finale affermazione di Innocenzo II, l'arcivescovo venne scomunicato e deposto.
Dopo un altro periodo d'instabilità, con l'elezione di Oberto da Pirovano si riformò l'unità delle componenti della società milanese. Oberto, seppur riavvicinatosi al papato, era riuscito a mantenere i tradizionali rapporti di vicinanza dell'arcidiocesi con l'impero. La situazione era però destinata a cambiare con la salita al trono di Federico Barbarossa . Questi infatti, deciso a ridimensionare l'influenza di Milano nell'ambito dell'Italia del nord, accolse le proteste delle città vicine e si dimostrò immediatamente ostile alla metropoli. In seguito poi alla contesa tra Alessandro III e Vittore IV (sostenuto da Federico), che si contesero il soglio papale alla morte di Adriano IV , Oberto decise di appoggiare Alessandro contro Vittore, ponendosi così definitivamente in contrasto con l'autorità imperiale. Si creò quindi un conflitto aperto tra Alessandro III e Milano da una parte e Federico, Vittore IV e le città antagoniste di Milano dall'altra. Tale conflitto sfociò negli assedi e nella resa e distruzione totale di Milano da parte del Barbarossa del marzo 1162 . Oberto si rifugiò a Genova da Alessandro III e non fece mai più ritorno a Milano.
La distruzione di Milano diventò il simbolo della dominazione imperiale sul nord Italia ed in reazione ad essa si organizzò l'opposizione a Federico, che si concretizzò in seguito nella Lega Lombarda . Tale opposizione fu sostenuta da Alessandro III e quando, in seguito alla Battaglia di Legnano e ad altre sconfitte subite, Federico stipulò il Trattato di Costanza , Milano poté godere di nuovo della sua autonomia (pur riconoscendo formalmente l'autorità dell'impero). L'arcivescovo di Milano divenne così la figura di riferimento per le relazioni tra Milano e Federico (e quindi tra il papato e l'impero).
Il successore di Oberto, Galdino della Sala (oggi venerato come santo ), si assunse questo importante compito, divenendo il referente di Alessandro III e una delle figure più influenti del suo tempo in tutto il nord Italia: curò infatti le alleanze formatesi nella Lega Lombarda ed anche per sua iniziativa venne fondata la città di Alessandria per contrastare il Marchesato del Monferrato , fedele a Federico. La sua opera pastorale fu tale che Galdino venne presto nominato compatrono della città insieme ad Ambrogio, sia per la sua opera di defensor civitatis (difensore e addirittura "ricostruttore" di Milano dopo la distruzione della città), sia per quella di pater pauperum ("padre dei poveri") attraverso opere di carità e di assistenza rivolte nello specifico ai poveri e a quanti erano finiti in prigione per debiti non saldati.
Dopo la fine dello scisma con l'affermazione definitiva di Alessandro III, Milano firmò nel 1185 un trattato con Federico in cui le era permesso di espandere la propria influenza verso sud (Pavia e Cremona ), purché si impegnasse a sostenere l'impero nella sua lotta per il riottenimento dei beni che aveva perso in Italia durante lo scisma e il cui possesso non era stato definito dai trattati precedenti.
Uberto Crivelli , poi Papa Urbano IIIMilano si trovava quindi di nuovo tra impero e papato. Per questo motivo il clero milanese elesse arcivescovo il cardinale Uberto Crivelli , deciso sostenitore del papato. La figura di Uberto si rivelò tanto forte da imporsi anche nella successione al soglio pontificio dopo la morte di papa Lucio III , il cardinale arcivescovo divenne così papa con il nome di Urbano III , senza però per questo lasciare l'arcidiocesi di Milano. La città venne così, pur avendo siglato un trattato che la legava all'impero, a trovarsi sede di una delle arcidiocesi più impegnate nella lotta anti-imperiale. Ciò fece sì che gli organismi comunali segnassero il loro progressivo distacco dalla curia. In risposta Urbano III diede il proprio appoggio a Cremona (avversaria di Milano e dell'impero). Il contrasto tra curia e Comune si arrestò solo con la morte di Urbano III, a cui fece seguito l'elezione ad arcivescovo di Milone da Cardano , già vescovo di Torino .
Milone, che faceva parte della curia Milano già all'epoca della sua distruzione da parte del Barbarossa ed era stato al seguito di Alessandro III, si dimostrò più diplomatico del predecessore riuscendo a ricomporre i dissidi creatisi in precedenza con la classe nobile che dominava il Comune. Anche i suoi successori, continuando sulla stessa linea, si avvicinarono sempre più al ceto dominante e vennero trascinati nei conflitti con l'allora nascente Partito del Popolo, perdendo in questo modo autorità anche in campo ecclesiastico. Solo nella seconda metà del XIII secolo , con l'ascesa di Ottone Visconti e la definitiva sconfitta del Partito del Popolo, si riaffermò il potere dell'arcidiocesi a Milano, anche se in una forma totalmente diversa, legata all'inizio del periodo delle Signorie .
L'età dei Visconti Incisione raffigurante Giovanni ViscontiDopo la morte di Leone da Perego nel 1257 , che aveva cercato invano di ricomporre i dissidi interni tra la fazione dei nobili e quella popolare (tanto da essere costretto all'esilio a Legnano ), l'elezione del successore risultò essere problematica.
La figura politica di spicco di Milano a quel tempo era Martino della Torre , Capitano del Popolo e successore del fratello Pagano , il quale fu di fatto il primo dei reggenti di Milano a dare al comune la forma di signoria . Di ispirazione guelfa , nominò però, per mantenere un ampio consenso all'interno della città, il ghibellino Oberto Pallavicino come capitano delle milizie, più vicino alla fazione nobiliare.
Tale nomina provocò una certa frizione con Roma e finì con l'impedire l'elezione ad arcivescovo sia di Raimondo della Torre (nipote di Martino), appoggiato dai popolari, sia di Francesco da Settala appoggiato dai nobili, così nel 1262 papa Urbano IV nominò arcivescovo Ottone Visconti .
La reazione dei Della Torre si esplicitò nella confisca dei beni dell'arcidiocesi e nell'attacco da parte del Pallavicino dei numerosi castelli e possedimenti dei Visconti nell'area del Lago Maggiore . In questo modo però, Ottone divenne il punto di riferimento per gli oppositori dei Della Torre e del partito del popolo. Gli scontri si protrassero per anni, ben oltre la morte sia di Urbano IV sia di Martino della Torre che del Pallavicino.
Nel 1277 la battaglia di Desio segnò la vittoria definitiva di Ottone che sconfisse il partito del popolo e ridusse in prigionia l'allora signore di Milano Napoleone della Torre , ottenendo così di fatto, oltre l'arcivescovato, la signoria. L'affermazione di Ottone ebbe come effetto l'avvicinamento della curia alla fazione nobile, egli infatti con la Matricula nobilium familiarum sancì che l'accesso alle maggiori cariche ecclesiastiche del clero milanese dovesse essere riservato a chi provenisse dalla cerchia della nobiltà locale. Nel 1287 poi Ottone indicò il nipote Matteo come capitano del popolo, istituendo di fatto la dominazione viscontea su Milano.
La morte di Ottone coincise con un momentaneo ritorno in auge dei Della Torre che potevano contare sull'appoggio di Raimondo (nel frattempo diventato Patriarca di Aquileia ), ma il controllo ottenuto dai Visconti su Milano permise loro di superare il momento interlocutorio culminato con la cacciata da Milano di Matteo Visconti e l'elezione ad arcivescovo di Cassono della Torre . Dopo qualche anno l'arcidiocesi ritornò ai Visconti nella persona di Giovanni Visconti .
Nella seconda metà del XIX secolo l'arcivescovo Ballerini fu impedito dall'autorità civile ad esercitare la sua attività pastorale; la diocesi venne di fatto retta da mons. Carlo Caccia Dominioni ( 1859 1866 ) nella sua duplice veste di vicario capitolare di fronte allo stato italiano e di vicario generale di mons. Ballerini di fronte alla Santa Sede .
Cronotassi dei vescoviLa cronotassi dei vescovi è incerta per i primi secoli, la tradizione vuole che l'apostolo San Barnaba fondasse la diocesi nel 52 . Una lapide con l'elenco dei vescovi è presente nel Duomo nella navata meridionale.
Quattro arcivescovi sono diventati papi ( Uberto Crivelli , Giovanni Angelo Medici , Achille Ratti e Giovanni Battista Montini ) e uno antipapa ( Pietro Filargo ).
San Barnaba (?) † ( 50 55 ) Sant'Anatalone (?) † ( 53 63 ) San Caio (?) † ( 63 85 ) sede vacante San Castriciano (?) † ( 97 138 ) San Calimero (?) † ( 138 191 ) sede vacante San Mona (?) † ( 195 251 ) San Mirocle † (circa 313 316 ) San Materno † ( 316 328 ) San Protasio Algisi † ( 328 343 ) Sant'Eustorgio I † ( 343 o 344 circa 350 ) San Dionisio Mariani † (circa 349 355 ) Aussenzio † (circa 355 374 deceduto) Sant'Ambrogio † ( 374 4 aprile 397 deceduto) San Simpliciano Soresini † ( 397 400 ) San Venerio Oldrati † ( 400 408 deceduto) San Marolo † ( 408 423 deceduto) San Martiniano Osio † ( 423 435 deceduto) San Glicerio † ( 436 438 deceduto) San Lazaro Beccardi † ( 438 449 deceduto) Sant'Eusebio Pagani † ( 449 462 deceduto) San Geronzio Bescapè † ( 462 465 deceduto) San Benigno Bossi † ( 465 472 deceduto) San Senatore da Settala † ( 472 475 deceduto) San Teodoro I de' Medici † ( 475 490 deceduto) San Lorenzo I Litta † ( 490 512 deceduto) Sant'Eustorgio II † ( 512 518 deceduto) San Magno de' Trincheri † ( 518 530 deceduto) San Dacio Agliati † ( 530 552 deceduto) Vitale de' Cittadini † ( 552 555 deceduto) Frontone † ( 556 566 deceduto) ( tricapitolino ) Sant'Ausano Crivelli † ( 566 567 deceduto) Sant'Onorato Castiglioni † ( 568 572 deceduto) Lorenzo II † ( 573 592 deceduto) Costanzo de' Cittadini † ( 593 3 settembre 600 deceduto) Deodato † ( 15 settembre 601 30 ottobre 629 deceduto) Asterio † ( 630 4 luglio 640 deceduto) Forte † ( 641 643 deceduto) San Giovanni I Bono † ( 649 660 deceduto) Sant'Antonino Fontana † ( 660 661 deceduto) San Maurisilio † ( 661 662 deceduto) Sant'Ampelio di Milano † ( 667 672 deceduto) San Mansueto Savelli † ( 672 681 deceduto) San Benedetto I Crespi † ( 681 725 deceduto) Teodoro II † ( 725 739 deceduto) San Natale † ( 740 741 deceduto) Arifredo † ( 741 742 deceduto) Stabile † ( 742 744 deceduto) Leto Marcellino † ( 7 maggio 745 759 deceduto) Tommaso Grassi † ( 22 settembre 759 27 settembre 783 deceduto) Pietro I Oldrati † ( 784 801 deceduto) sede vacante Odelperto † ( 803 813 deceduto) Sant'Anselmo I Biglia † ( 813 818 deposto) San Buono Castiglioni † ( 818 23 gennaio 822 deceduto) Angilberto I † ( 822 9 ottobre 823 deceduto) Angilberto II da Pusterla † ( 27 o 28 giugno 824 13 dicembre 859 deceduto) Tadone † ( 860 26 maggio 868 deceduto) Ansperto Confalonieri † ( 26 giugno 868 7 dicembre 881 deceduto) Anselmo II Capra † ( 882 27 settembre 896 deceduto) Landolfo I Grassi † ( 896 2 novembre 899 deceduto) Andrea da Cantiano † ( 30 novembre 899 26 febbraio 906 deceduto) Aicone Oldrati † (giugno 906 7 settembre 918 deceduto) Gariberto di Besana † ( 918 15 luglio 921 deceduto) Lamperto † ( 5 ottobre 921 19 giugno 931 deceduto) Elduino † ( 931 23 luglio 936 deceduto) Arderico Cotta † ( 936 15 ottobre 948 deceduto) Manasse † ( 15 ottobre 948 948 deposto) Adelmano † ( 948 953 dimesso) Valperto de' Medici † ( 953 6 novembre 970 deceduto) Arnolfo I † ( 970 16 aprile 974 deceduto) Gotofredo † ( 27 luglio 974 19 settembre 979 deceduto) Landolfo II da Carcano † ( 23 dicembre 979 23 marzo 998 deceduto) Arnolfo II da Arsago † ( 19 maggio 998 25 febbraio 1018 deceduto) Ariberto da Intimiano † ( 16 marzo 1018 28 gennaio 1045 deceduto) La tomba di Ariberto da Intimiano in Duomo San Guido da Velate † ( 1045 1069 ) Attone † ( 1070 1075 deceduto) Gotifredo da Castiglione † ( 1070 1075 ) (antivescovo) Tebaldo da Castiglione † ( 1075 1080 ) (illegittimo) Sede vacante (1075-1086) Anselmo III da Rho † ( 1º luglio 1086 4 dicembre 1093 deceduto) Arnolfo III † ( 6 dicembre 1093 1097 deceduto) Anselmo IV da Bovisio † ( 3 novembre 1097 30 settembre 1101 deceduto) Grossolano † ( 1102 1112 deposto) Giordano da Clivio † ( 1º gennaio 1112 4 ottobre 1120 deceduto) Olrico † ( 17 novembre 1120 28 maggio 1126 deceduto) Anselmo V Pusterla † ( 30 giugno 1126 1135 deposto) Robaldo † ( 2 agosto 1135 30 dicembre 1145 deceduto) Umberto I da Pirovano † ( 18 gennaio 1146 17 marzo 1166 deceduto) San Galdino della Sala † ( 1166 18 aprile 1176 deceduto) Algisio da Pirovano † ( 2 luglio 1176 29 marzo 1182 deceduto) Uberto Crivelli † ( 9 maggio 1185 20 ottobre 1187 deceduto) (dal 25 novembre 1185 papa con il nome di Urbano III) Milone da Cardano † ( 5 dicembre 1187 16 agosto 1195 deceduto) Umberto III da Terzago † ( 11 settembre 1195 15 giugno 1196 deceduto) Filippo I da Lampugnano † ( 14 luglio 1196 novembre 1206 dimesso) Umberto IV da Pirovano † ( 11 dicembre 1206 13 marzo 1211 deceduto) Gerardo da Sessa , O.Cist. † ( 4 maggio 1211 22 aprile 1212 deceduto) Enrico I da Settala † ( 7 novembre 1213 16 settembre 1230 deceduto) Guglielmo I da Rizolio † ( 15 ottobre 1230 28 marzo 1241 deceduto) Leone da Perego † ( 1241 14 ottobre 1257 deceduto) Sede vacante (1257-1262) Ottone Visconti † ( 22 luglio 1262 2 agosto 1295 deceduto) Ruffino da Frisseto † ( 31 ottobre 1295 21 luglio 1296 deceduto) Francesco Fontana † ( 1296 6 febbraio 1308 deceduto) Cassono della Torre † ( 12 febbraio 1308 31 dicembre 1316 nominato patriarca di Aquileia ) Aicardo Antimiani † ( 28 settembre 1317 10 agosto 1339 deceduto) sede vacante Giovanni Visconti † ( 1342 5 ottobre 1354 ) Roberto Visconti † ( 29 ottobre 1354 8 agosto 1361 deceduto) Guglielmo II Pusterla † ( 23 agosto 1361 1370 deceduto) Simon da Borsano † ( 18 giugno 1371 20 dicembre 1375 dimesso) sede vacante Antonio de' Saluzzi † ( 1380 1401 deceduto) Pietro Filargo , O.F.M. † ( 17 maggio 1402 26 giugno 1409 eletto antipapa con il nome di Alessandro V) Francesco Crippa † ( 1409 7 febbraio 1414 deceduto) Bartolomeo Capra † ( 1414 1435 deceduto) Francesco Piccolpasso † ( 7 giugno 1435 23 agosto 1443 deceduto) Enrico Rampini † ( 27 agosto 1443 4 luglio 1450 deceduto) Giovanni III Visconti † ( 3 agosto 1450 9 marzo 1453 deceduto) Nicolò Amidano † ( 19 marzo 1453 24 marzo 1454 deceduto) Timoteo Maffei † ( 1454 1454 dimesso) Gabriele Sforza , O.E.S.A. † ( 21 giugno 1454 12 settembre 1457 deceduto) Carlo Nardini † ( 19 ottobre 1457 13 novembre 1461 deceduto) Stefano Nardini † ( 13 novembre 1461 22 ottobre 1484 deceduto) Giovanni Arcimboldi † ( 25 ottobre 1484 2 ottobre 1488 deceduto) Guidantonio Arcimboldi † ( 23 gennaio 1489 18 ottobre 1497 deceduto) Ottaviano Arcimboldi † ( 1497 ottobre 1497 deceduto) (arcivescovo eletto) Ippolito I d'Este † ( 8 novembre 1497 20 maggio 1519 dimesso) Ippolito II d'Este † ( 20 maggio 1519 19 marzo 1550 dimesso) (amministratore apostolico) Giovan Angelo Arcimboldi † ( 19 marzo 1550 6 aprile 1555 deceduto) Ippolito II d'Este † ( 1555 16 dicembre 1555 dimesso) (amministratore apostolico per la seconda volta) Filippo Archinto † ( 1556 21 giugno 1558 deceduto) Giovanni Angelo Medici † ( 1559 1560 ) (amministratore apostolico) San Carlo Borromeo † ( 8 febbraio 1560 3 novembre 1584 deceduto) Gaspare Visconti † ( 28 novembre 1584 12 gennaio 1595 deceduto) Federico Borromeo † ( 1595 21 settembre 1631 deceduto) Cesare Monti † ( 20 dicembre 1632 16 agosto 1650 deceduto) Alfonso Litta † ( 1652 28 agosto 1679 deceduto) Federico Visconti † ( 25 giugno 1681 7 gennaio 1693 deceduto) Federico Caccia † (aprile 1693 14 gennaio 1699 deceduto) Giuseppe Archinto † ( 18 maggio 1699 9 aprile 1712 deceduto) Benedetto Erba Odescalchi † ( 5 ottobre 1712 6 dicembre 1736 deceduto) Carlo Gaetano Stampa † ( 6 maggio 1737 23 dicembre 1742 deceduto) Mons. Montini mentre bacia il suolo milanese il giorno del suo ingresso in arcidiocesi ( 6 gennaio 1955 ) Giuseppe Pozzobonelli † ( 15 luglio 1743 27 aprile 1783 deceduto) Filippo Maria Visconti † ( 25 giugno 1784 30 dicembre 1801 deceduto) Giovan Battista Caprara † ( 24 maggio 1802 21 giugno 1810 ) Sede Vacante (1810 1818) Karl Kajetan von Gaisruck † ( 1º marzo 1818 19 novembre 1846 deceduto) Carlo Bartolomeo Romilli † ( 14 giugno 1847 7 maggio 1859 deceduto) Paolo Angelo Ballerini † ( 30 giugno 1859 27 marzo 1867 nominato patriarca latino di Alessandria ) Luigi Nazari di Calabiana † ( 27 marzo 1867 23 ottobre 1893 deceduto) Beato Andrea Carlo Ferrari † ( 21 maggio 1894 2 febbraio 1921 deceduto) Achille Ratti † ( 13 giugno 1921 6 febbraio 1922 eletto papa con il nome di Pio XI) Eugenio Tosi , O.SS.C.A. † ( 7 marzo 1922 7 gennaio 1929 deceduto) Beato Alfredo Ildefonso Schuster , O.S.B. † ( 26 giugno 1929 30 agosto 1954 deceduto) Giovanni Battista Montini † ( 1º novembre 1954 21 giugno 1963 eletto papa con il nome di Paolo VI) Giovanni Colombo † ( 10 agosto 1963 29 dicembre 1979 ritirato) Carlo Maria Martini , S.J. ( 29 dicembre 1979 11 luglio 2002 ritirato) Dionigi Tettamanzi , dall' 11 luglio 2002 Arcivescovo attualeDionigi Tettamanzi , arcivescovo di Milano, cardinale del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo , metropolita della provincia ecclesiastica milanese, eletto l' 11 luglio , entrò in Milano il 29 settembre 2002 .
Vescovi ausiliari Carlo Roberto Maria Redaelli , vescovo ausiliare e vicario generale Erminio De Scalzi , vescovo ausiliare Luigi Stucchi , vescovo ausiliare Mario Delpini , vescovo ausiliare Franco Giulio Brambilla , vescovo ausiliare Angelo Mascheroni , già vescovo ausiliare Marco Ferrari , già vescovo ausiliare Vicari Episcopali di ZonaCittà
1a Zona, Milano: Erminio De ScalziForese
2a Zona, Varese: Luigi Stucchi 3a Zona, Lecco: Bruno Molinari 4a Zona, Rho: Angelo Brizzolari 5a Zona, Monza: Armando Cattaneo 6a Zona, Melegnano: Mario Delpini 7a Zona, Sesto San Giovanni: Carlo Faccendini StatisticheL'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 5.107.053 persone contava 4.860.053 battezzati, corrispondenti al 95,2% del totale.
anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchieLe 1.104 parrocchie dell'arcidiocesi sono tutte comprese nel territorio della Lombardia . Esse sono divise sotto l'aspetto dell'amministrazione civile tra le province di Bergamo , Como , Lecco , Milano , Monza e Brianza , Pavia e Varese .
Per approfondire, vedi la voce Decanati e parrocchie della Chiesa Ambrosiana .Pieve di Abbiategrasso Pieve di Agliate Pieve di Angera Pieve di Appiano Pieve di Arcisate Pieve di Bellano Pieve di Bollate Pieve di Brebbia Pieve di Brivio Pieve di Bruzzano Pieve di Busto Arsizio Vicariato di Canzo Pieve di Castelseprio Pieve di Cesano Boscone Pieve di Corbetta Pieve di Cornegliano Pieve di Dairago Pieve di Dervio Pieve di Desio Pieve di Gallarate Pieve di Galliano Pieve di Garlate Pieve di Gera d'Adda Pieve di Gorgonzola Pieve di Incino Pieve di Lecco Pieve di Leggiuno Pieve di Legnano Vicariato di Linate Pieve di Locate Pieve di Mariano Pieve di Mezzate Pieve di Missaglia Pieve di Nerviano Pieve di Oggiono Pieve di Olgiate Olona Pieve di Parabiago Pieve di Pontirolo Pieve di Porlezza Pieve di Rho Pieve di Rosate Pieve di San Donato Milanese Pieve di San Giuliano Milanese Pieve di Segrate Pieve di Settala Pieve di Seveso Pieve di Somma Pieve di Trenno Pieve di Val'Assina Pieve di Valsassina Pieve di Val Solda Pieve di Val Cuvia Pieve di Val Travaglia Pieve di Varenna Pieve di Varese Pieve di Vimercate
Corte di Casale Corte di Monza Squadra di Mauri Squadra di Nibionno
MILANO. Aiuta con dolcezza un malato. L'invito di OftalVitaL'iniziativa sarà ripetuta sabato 20 e domenica 21 marzo 2010 nelle Parrocchie della Diocesi di Milano che ospiteranno i banchetti di vendita. ...
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Corridonia: appuntamento con l'autore, presentazione de 'Étoile ...Vivere CivitanovaIl Comune di Corridonia – Assessorato alla Cultura, la Biblioteca comunale e il Servizio di pastorale giovanile della Diocesi di Fermo – Vicaria di ...
Le 183 parrocchie della zona pastorale celebrano la Via Crucis ...Il Giorno... domani sera alle 20.30 i fedeli che partecipano alla Via Crucis quaresimale della zona pastorale 3^ che fa capo a Lecco della Diocesi di Milano. ...
Corriere della SeraFolla in Duomo per don Giussani (Fotogramma)MILANO - La peraltro ...Corriere della SeraAlla messa di ieri, trasmessa in diretta anche sul portale della Diocesi, ha partecipato come nelle precedenti occasioni l'attuale presidente di Comunione e ...Don Giussani, il prete educatore che in tanti credono già santoil GiornaleChiesa: Cardinale Tettamanzi, don Giussani maestro di vita cristianaLibero-News.itDiocesi di Albenga – Imperia: messe per don GiussaniAlbenga Corsara - News & Views MagazineRadio Vaticana -Agenzia di Stampa Asca -TRACCE.ITtutte le notizie (14) »
Concluso il convegno su Matteo Ricci, Scienza, fede e ragioneVivere CivitanovaSi sono succedute interessanti relazioni sui temi scientifici, con l'astrofisico Marco Bersanelli dell'Università di Milano, del cattolicesimo e la Cina e ...altro »
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A Zelarino, il 14 e 15 marzo, convegno sul catecumenato dei ...Gente VenetaInterverrà in entrambe le occasioni don Paolo Sartor, responsabile del Servizio per il catecumenato della diocesi di Milano; all'incontro con i sacerdoti ...
Affaritaliani.itMoratti legge poesie in DuomoAffaritaliani.it... Fondazione Ambrosianeum, Fondazione culturale San Fedele, Centro culturale Corsia dei Servi, in collaborazione con l'Arcidiocesi di Milano. ...altro »